La Valle del Sele è una delle zone meno raccontate della cucina campana, ma chi ci passa non la dimentica. Tra mare e montagna, fra ortaggi della piana e pascoli d’altura, qui si mangia ancora come cinquant’anni fa: pochi ingredienti, stagionalità rigorosa, tempi lunghi.
I piatti da non perdere
- Mozzarella di bufala campana DOP: le bufale pascolano nella piana del Sele. Mangiatela il giorno stesso della produzione, ancora tiepida.
- Cavatelli con i fagioli di Controne: pasta fresca tirata a mano con i celebri fagioli bianchi presidio Slow Food.
- Soppressata cilentana: salume insaccato a mano, stagionato in cantina almeno tre mesi. Da accompagnare con pane casareccio cotto a legna.
- Carne podolica: la razza bovina autoctona, allevata allo stato brado sui Monti Picentini. Si trova in tagliata o ragù.
- Caciocavallo silano DOP: formaggio a pasta filata stagionato, perfetto da gustare a fine pasto con un cucchiaino di miele.
I dolci
La Valle del Sele non ha una pasticceria appariscente. La tradizione è semplice: scorzette di limone candito, biscotti al vino, taralli al finocchietto. A Villa Grazia li serviamo a colazione, fatti da noi con le ricette di Nonna Grazia.
Dove comprare
Mercato settimanale di Oliveto Citra ogni venerdì mattina. Caseifici della piana del Sele per la mozzarella (Vannulo, Tenuta Vannulo, Caseificio Polito). Salumeria di Contursi per insaccati artigianali. Ti consigliamo i nostri preferiti durante la colazione.
Articolo in aggiornamento — chiedici un itinerario gastronomico con visite a caseifici e cantine.